SORÉ
- bousso benussi thioune
- 19 nov 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Un piedino minuscolo mi sfiora il gomito, una manina leggera mi accarezza il seno.
Le sue labbra, un fiore che si apre e chiude sul mio capezzolo e con un sospiro soddisfatto, ricomincia, ancora e ancora.
Io sorrido così tanto che mi sento sorridere.
Quanto devo sembrare scema.
Quanto devo sembrare felice.
Il corpo umano è fatto bene, il ricordo rimane pieno di serenità.

Il corpo umano è fatto bene, il ricordo rimane pieno di serenità.
Mamma.
Non saprei dire con esattezza quando è successo.
Il momento in cui sporca e insanguinata me l'hanno posta sul petto
L’istante in cui l'ho messa al seno per la prima volta davanti agli occhi di suo padre
Il giorno di ritorno a casa.
Di arrivo per lei.
Il suo respiro nel letto, vederla presente in uno spazio in cui non c'era mai stata
Tra le lacrime del quarto giorno forse.
Quando il dolore, la stanchezza e le troppe emozioni hanno preso il sopravvento
Madre lo sono diventata immediatamente.
Dal momento in cui ho sentito il suo cuore battere
Un ritmo veloce, impaziente
Le sue dita che stringono le mie
Ci raccontano tutta una serie di cose sulla gravidanza, il nostro corpo è controllato, palpato, pizzicato preparato
e poi niente
dal momento in cui il nostro dovere è compiuto ci si dimentica di noi
ce ne dimentichiamo pure noi stesse
ma questo corpo deve continuare a funzionare per poter accompagnare la nuova vita che ha creato
e anche la mente deve essere chiara
la prima volta che ho visto mia figlia e che l'ho sentita piangere in me qualcosa si è aperto
o forse si è aggiustato.
Una specie di meccanismo che è rimasto inceppato e che ora ha ripreso a funzionare, a muoversi, a riscaldarmi, a darmi forza
Potevo stare minuti interi a guardarla dormire e a controllare che il suo petto dalle dimensioni quasi finte si alzasse e si abbassasse, su e giù, su e giù.
Le sfioravo il viso con la punta delle dita, seguivo il disegno delle sue guance, della sua bocca, del suo naso e in me qualcosa esultava a ogni suo movimento
Non credo siano ancora state inventate le parole per raccontarlo
La tenevo sempre con me in una sciarpa attaccata al corpo del quale era stata per 9 mesi l’estensione
Nella mia testa era ancora lì al caldo, protetta dal mondo esterno e non volevo spezzare l'incantesimo perché per quanto fosse stata dura, almeno dentro di me era al sicuro
Non la lasciavo quasi mai
eppure
c'erano momenti in cui il mio cervello gridava aiuto
prenditi 5 minuti per te - il tempo di ricaricare le batterie
per poter ripartire
Volevo che qualcuno la prendesse ma poi era come se mi mancasse un braccio, una gamba, un pezzo di me irrinunciabile che decideva di disertare
Ridammela
Subito

Tutti quanti dicono che una volta che hai figli la tua vita cambia
certe persone mi hanno addirittura detto che era la fine della vita che conoscevo
è vero
e stata la fine di una vita in bilico
mi ha dato la forza di amarmi e di avere responsabilità di prendermi cura di me perché ora che c'è lei non posso permettermi di stare male
mi ha dato la forza di realizzare i miei progetti
perché ora che c'è lei voglio essere la migliore versione di me stessa e voglio renderla fiera
mi ha dato la forza di liberarmi di coloro che mi hanno fatto del male o che non portavano gioia nella mia vita perché chi mi ama dovrà amare anche la mia bambina
non voglio negatività e per lei
mi ha dato la forza di accettare il mio corpo al quale sono riconoscente , ora che c'è lei
ora che c'è lei sono più libera
sono più me stessa
ora che c'è lei ho avuto la forza di spogliarmi
del peso di essere figlia
investire nella gioia di essere mamma
Quanto la amo
È qualcosa di così ancestrale l'amore materno
Sento di amarla con tutta la mia storia, i miei timori, le mie incertezze, la mia passione
Quanto la amo
Sentirla parlare, vedere i suoi passi, ogni scoperta, ogni sua piccola vittoria
Quanto la amo
ogni suo gesto
il suo sorriso
quanto la amo
quanto amo amarla
Quanto la amo
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