L'UOMO CHE AMO È BIANCO
- bousso benussi thioune
- 7 nov 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Ci sono troppi stereotipi che vogliono descrivere, etichettare, modellare l'amore che una donna deve provare.
Siamo troppo belle bisogna aspirare a meglio – troppo poco attraenti accontentarci – troppo studiate per – non abbastanza istruite per – quello è straniero – quello è troppo giovane- quello è troppo vecchio- quella è una donna- quello è di un’altra religione – quello è nero, asiatico, diverso, disabile, ma sei matta, ma sei sicura.
Come ogni altra azione della nostra esistenza, anche il nostro innamoramento deve essere approvato dallo spazio pubblico.
L'amore per una donna nera é come per qualsiasi altro essere umano una cosa complessa.

L'uomo che amo è bianco.
E se ve lo dico e perché sono io sono quella che sono
L'uomo che amo è bianco .
Ve lo dico perché spesso questa è la prima domanda che la gente mi fa quando parlo della mia vita di coppia : è bianco o è nero?
La mia risposta produce effetti diversi e provoca reazioni inaspettate a seconda dell'interlocutore che si trova davanti a me.
Se è una persona bianca, spesso involontariamente, c’è un sospiro di sollievo che spira.
Meno male, Tutto okay, sei dalla parte buona, sarai quindi ben trattata, emancipata, se vuoi potrai studiare e lavorare.
Come se la violenza coniugale non esistesse al di fuori delle “altre” coppie.
Se è una persona nera o non bianca la mia scelta in amore ha l’effetto di un alto tradimento.
Quindi vuoi essere come loro. Non ami la tua “razza”, non siamo abbastanza per te, bé è normale sei nata qui dentro sei bianca.
Ho preso il tempo di analizzare e capire questa cosa, per me è diventata una necessità perché il mio innamorarmi è concepito come gesto politico, e tralaltro è detto dalle afro-femministe da decenni “ Personal is political” - (la vita personale é politica)
A seconda di dove mi trovo, quando cammino con il mio compagno le persone attorno sono “rassicurate” come se lui fosse la mia cauzione di rispettabilità e accettazione, e integrazione perché la norma è bianca e io mi sono totalmente assimilata.
“é uno di quelli buoni”.
C’é una certa ammirazione nella mia scelta di essere con un uomo bianco, che lo cataloga come una persona “aperta”, “progressista” (si, siamo nel 2020)
Diciamolo, era improbabile che mi innamorassi di un uomo nero in Italia o in Francia, questione di matematica.
Svalutare gli uomini neri o non bianchi come se l'uomo bianco fosse un ideale di perfezione della vita di coppia; demonizzare le relazioni amorose tra neri, sparare stereotipi sul maltrattamento, la violenza coniugale, la parità - è un po’ subdolo, ipocrita, come se gli uomini bianchi avessero invece capito tutto... (e tutto fosse un problema di nicchia delle "minoranze")

La nostra storia è stata così difficile proprio perché siamo in una coppia detta “mista”.
La follia in tutto questo è che ancora si parli di coppie miste come se fossero una realtà esotica e irreale, quasi una sorpresa.
L'uomo che amo è simile a me, abbiamo una cultura piu’ vicina, passioni che combaciano, e semplicemente ci vogliamo bene.
Mi sarei sentita piu’ “mista” con un uomo che mi assomiglia ma che fosse nato e cresciuto in Senegal, ma dall’esterno nessuno ci avrebbe definito coppia mista.
Il colore basta.
Ora l’uomo che amo si rende conto della pressione quotidiana, sa che deve stare attento.
Sa che lui è una cauzione per me.
Sa che deve essere pronto a difenderci e difendersi a volte anche con le persone che gli stanno più vicino.
Una cosa che mi fa molto male è il fatto che quando camminiamo per strada nella mia città o nel mio paese, le persone si riferiscono a lui, come se io non esistessi.
Danno per scontato che io non possa parlare italiano, o capirli.
Quando rispondo io, insistono e rispondono a lui.
Ci vedono assieme con la nostra bambina e pensano o vengono proprio a dirlo: è stata una questione di documenti?
Non è nemmeno immaginabile che io sia italiana o che stia con un uomo bianco semplicemente perché ci amiamo.
Non voglio che lei cresca in una società che la vede come un errore, un oggetto di scambio, una transazione che ho fatto per comprarmi un documento europeo. Non voglio che quando dico “ti amo” alla persona con cui ho deciso di costruire la mia vita, le persone lo prendano come una copertura.

È difficile, perché a volte lui non può vedere, non se ne accorge, a volte è così subdolo che mi sembra di essere paranoica.
Ma a forza di essere sempre sotto osservazione, la paranoia c’è.
Io lo amo. Non lo amo perché bianco, francese, biondo.
Lo amo e basta.
Commenti